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Una seconda classe di Tromba - Antonio Sabbetti

ANTONIO SABBETTI
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Una seconda classe di Tromba

Oltre alla nostra, c’era ancora una classe di Tromba guidata dal M° Caruso, Prima tromba del Teatro alla Scala di Milano.
Ogni tanto ci incontravamo con gli altri allievi della scuola di Caruso che rimanevano puntualmente stupiti ed increduli nell'ascoltarci ad eseguire dei difficili esercizi presenti in alcuni libri innovativi e a loro sconosciuti.
Questi nuovi metodi di tecnica francese introdotti dal nostro insegnante Arfinengo, (che da giovane aveva studiato in Francia), stravolgevano i tradizionali canoni della scuola di tromba italiana, trattando nuovi argomenti come ad esempio lo “staccato doppio e lo staccato ternario”, da noi ancora sconosciuti!
Busca e Baudo, allievi del M° Caruso, per l’appunto, ci raccontavano che da alcuni anni erano fermi ai suoni naturali della tromba, i famosi “armonici”, o meglio, i numerosi suoni che si ottengono dallo strumento senza utilizzare necessariamente i tre pistoni.
Quest’insegnante, di origine siciliana e dai modi arcaici, fra severe minacce, (anche accompagnate da calci al leggio nei casi più drastici), pretendeva da loro “il bel suono” come prima regola, e il resto, “scale, esercizi e passi d’orchestra”, diceva lui, “sarebbero venuti di conseguenza”.
Ma erano passati già tre anni, e a questi sfortunati ed intimiditi allievi, terrorizzati dal severissimo docente, “il bel suono di tromba” ancora non era venuto, rimanendo obbligati a studiare i noiosissimi esercizi di attacchi e suoni lunghi, fra le prime pagine dell’unico metodo a loro consentito: il “Peretti 1° parte”!



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