Un rinfresco matrimoniale fuori dal comune
Il 30 luglio di quello stesso anno, mio cugino Giancarlo che già affittava un piccolo monolocale situato al piano terra del “prestigioso Scarpon Palace” di proprietà di Attilio e affacciato sulla piazza principale della nostra borgata, decise con la propria sposa Anna di organizzare il pranzo matrimoniale in questo luogo, all’aperto e sulle accoglienti ed erbose sponde del Rio Paschiet.
Per la verità non c’erano moltissimi ospiti per quell’occasione ma fra questi ne ricordo alcuni: Padre Luigi Mulatero, Attilio e Marianna, oltre naturalmente al sottoscritto con moglie e prole al seguito, poi ancora i famigliari degli sposi e gli immancabili amici.
Mio cugino e la sua simpatica famiglia avevano alle spalle numerosi anni di campeggio, alcuni condivisi in passato con me.
Loro non si spaventarono per dover organizzare il pranzo di nozze anziché al ristorante, addirittura all’aperto e sulle sponde del Rio Paschiet, in apparente regime di scomodità.
Eravamo tipi avventurosi a quei tempi e avevamo già sperimentato con successo il campeggio libero senza le costose comodità offerte dalle strutture a pagamento.
A Paestum, (in provincia di Salerno), ad esempio, e più precisamente nella pineta demaniale che costeggia il fiume Sele a pochi passi dalla spiaggia, mossi sull’esempio di assidui frequentatori locali che da anni qui si accampano in piena libertà e senza dover pagare nulla, abbiamo dunque potuto anche noi sperimentare questo tipo di campeggio rimanendone infine soddisfatti ed incredibilmente entusiasti.
Per il problema idrico avevamo posto la nostra pompa a mano, (tipo quella usata nel Far West), in un buco di circa due metri scavato precedentemente nella sabbia, mentre per il problema del bagno avevamo scavato una fossa di un metro per un metro e profonda altrettanto, ricoperta da assi già assemblate fra loro e con un buco centrale utile ad accogliere il nostro invidiabile WC in porcellana.
Il tutto, racchiuso in una piccola tenda per la salvaguardia della nostra privacy, era quanto di meglio potessimo desiderare.
Da molti anni ormai è stato interdetto l’accesso al pubblico in quella pineta dalle autorità preposte, e il campeggio libero, specialmente per i locali, è rimasto semplicemente e fortunatamente un vago, sbiadito ricordo.
Tornando al nostro rinfresco, quella del 30 luglio del 1988, era una magnifica ed assolata giornata.
Le rassicuranti e verdi sponde del ruscello, (che prende il nome dal lago Paschiet), accolsero gli allegri invitati intorno a diversi tavoli da campeggio uniti fra loro e precedentemente addobbati per l’eccezionale evento.
Del menù ricordo solo una quantità immensa di pastasciutta fatta cuocere in un enorme marmitta di militare memoria.
Ricordo inoltre l’espressione di gioia di Attilio e Marianna che apparivano divertiti ed increduli durante tutta la festa animata anche e soprattutto dalle barzellette di padre Luigi Mulatero.
A tratti, il frastuono delle acque scroscianti del Rio, veniva coperto dalle rumorose risate e manifestazioni di convivialità degli allegri e spensierati presenti.
Di quella magnifica giornata sono rimaste alcune foto a rievocare e a testimoniare il successo dell’insolito rinfresco, conclusosi poi con l’anguria e l’immancabile torta nuziale.
