Un letamaio in cambio di un bocchino da bombardino!
L’altro musicante Adriano (Drin) lavorava stagionalmente nella conduzione della propria stalla ai Frè aiutato dalla nipote Apollonia (Polly), moglie di Gian e madre di Danilo e di Fabrizio, anch’essa appassionata e, come già detto, efficientissima margara.
Fra gli stretti vicoli della borgata e con gli stessi sguardi stanchi, io e Drin ci incrociavamo diverse volte al giorno con le nostre carriole: la sua era sempre piena di fresco stallatico mentre la mia trasportava sabbia, mattoni e........ tanta speranza di finire presto!
Un giorno gli chiesi un po’ di letame stagionato per i miei gerani di Torino in cambio di un nuovo bocchino su misura che egli mi aveva da tempo richiesto per il suo strumento.
Da molti anni affiancavo il lavoro principale del Teatro Regio con un lavoro saltuario nella mia piccola officina di Torino, impegnandomi nella costruzione di bocchini professionali e personalizzati per tutti gli “ottoni”, con clienti provenienti da tutta l’Italia e dall’Estero.
Passati alcuni giorni e dopo che egli ebbe modo di provare il suo nuovo bocchino da me realizzato apposta per le sue personali esigenze, l’entusiasmo e il gradimento dell’amico e “collega” Adriano, fu talmente palese da volermi regalare, in segno di tangibile gratitudine, non un sacchetto di letame, ma bensì un intero letamaio!
Spesso cadevo in depressione per la gran mole di lavoro che Franco mi assegnava prima del suo concreto intervento; devo ringraziare mio figlio Igor, allora tredicenne, non solo per l’aiuto fisico prestato in occasione delle vacanze scolastiche estive, ma soprattutto per l’apporto psicologico datomi con la sua compagnia durante le lunghe e faticose operazioni di smantellamento del secolare pavimento in “Malesu” (larice locale).
