
Quando si dice il destino!
Per pura combinazione, vuoi che in quei giorni non arrivi al Conservatorio un’orchestra romana diretta dal M° Nino Bonavolontà, (fratello del famoso Mario Riva, conduttore in TV de “Il musichiere”) con in programma proprio il Concerto Brandeburghese N° 2 di Bach?
Ma la cosa più curiosa fu che il solista di tromba non avrebbe potuto più eseguirlo a causa della sua improvvisa indisposizione e che sarebbe stato necessario e urgente trovargli un sostituto!
Durante una delle solite lezioni di quei giorni, Arfinengo, avvisato dalla Direzione, mi mise al corrente degli accadimenti che rischiavano di annullare il famoso concerto organizzato in Conservatorio, chiedendomi se fossi stato in grado di eseguire io il difficoltoso brano (spauracchio di molti trombettisti e rifiutato da numerosi esecutori di allora), salvando in questo modo la programmazione dell’evento.
Sarà stata l’incoscienza, l’innamoramento per quella meravigliosa partitura (che cominciavo ad eseguire con una certa disinvoltura), o per quel “giocattolo” che facilitava magicamente l’esecuzione delle note più acute insidianti la parte solistica del Trombino, fattostà che gli risposi di sì ritrovandomi qualche giorno più tardi a fare le prove e la conseguente felice e performante esecuzione con quell’orchestra incredula per il fortunato epilogo che salverà miracolosamente la loro tournee.
Forse, probabilmente il M° Nino Bonavolontà, soddisfatto per il buon esito del concerto, propose invano ad Arfinengo di lasciare momentaneamente a loro disposizione quel prodigioso allievo per il buon proseguimento della tournee in giro per l’Italia, ma questo non lo sapremo mai!
Restituito il piccolo “giocattolo”in prestito, Arfinengo lo ripose nuovamente e definitivamente nella vetrina, da dove, appena qualche mese prima era iniziato e si era concretizzato un sogno apparentemente impossibile, il quale, molto similmente alla “fiaba di Cenerentola”, si realizzerà dandomi gloria e successo fino alla “mezzanotte” di quel fortunato e memorabile giorno.
