
Prima parte
I miei ricordi più sbiaditi risalgono ai primi anni del dopo guerra.
Abitavamo in un quartiere periferico fra via Bologna e via Sempione, in case popolari umide e fredde, circondate dalla campagna che si estendeva a perdita d’occhio.
Al mattino ci svegliavamo con l’odore dell’ozono e dell’aria pulita provenienti dalle montagne che si stagliavano tutt'intorno a noi quasi a poterle toccare, mentre d’inverno, la campagna innevata rappresentava l’unica fonte di svago gratuito per noi bambini che ci confrontavamo nel lancio delle palle di neve e nella costruzione del classico “babaccio” o pupazzo di neve.
Mio fratello, (2 ottobre 1942) ed io, (28 marzo 1946), eravamo nati entrambi a Pescara dove abbiamo risieduto per pochi anni prima di emigrare definitivamente nella grande città di Torino.
Mia sorella Ersilia, nata a Torino il 19 marzo del 1951, ancora in fasce veniva cambiata regolarmente dalla mamma, ed io rimanevo affascinato ed incantato a guardarla tastando e pizzicando delicatamente con le dita, (cercando di non farle male), la morbidezza vellutata delle sue guance sotto lo sguardo contrariato e vigile di mia madre.
Dopo molti anni da allora credo di non aver perso del tutto quel vizio che manifesto ancora oggi in tono confidenziale dando teneri pizzicotti alle guance dei miei amici e famigliari più cari!In queste giornate particolarmente fredde, nostra madre Lina ci rendeva meno traumatico il risveglio mattutino prima di andare a scuola con l’espediente della colazione fatta con un bicchiere di neve fresca ed immacolata più qualche goccia di caffè, o, per cambiare, quando le cose andarono un po’ meglio, un unico uovo sbattuto da dividere fra mio fratello Lino e me!
