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Lo sfogo di un insegnante - Antonio Sabbetti

ANTONIO SABBETTI
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Lo sfogo di un insegnante

Poco prima della chiamata al servizio militare, nella primavera del 1966, ricordo l’entusiasmo e la soddisfazione di Arfinengo nell'ascoltare le mie brillanti lezioni; il sottoscritto, avendo sperimentato per tre anni il duro lavoro in fabbrica e non volendoci mai più ritornare, si prodigava al massimo per soddisfare in tutto le esigenze del rivoluzionario insegnante, il quale, spesso tirava fuori dalla sua borsa nuovi metodi e manoscritti di vecchia e consumata fattura affidandoglieli fiduciosamente con lo scopo di potenziare le qualità tecniche del suo precoce e bravo allievo.
Io, oramai da anni in pace con l’impostazione, “macinavo” ed eseguivo con successo qualunque esercizio egli mi affidasse!
Proprio durante una di queste lezioni mattutine e solitarie, fui testimone di uno sfogo da parte del giovane maestro, (già descritto in un altro capitolo), il quale denunciava l’assenza d’impegno da parte di molti allievi e il suo conseguente desiderio di dimettersi dall'Istituto.
“Vedi, caro Antonio”, mi diceva guardandomi negli occhi con severa intensità:” io ti devo ringraziare… perché se non fosse stato per te, per la tua brillante resa scolastica, suffragata anche dai voti e dalle conseguenti borse di studio”, proseguiva concitato l’insegnante, “piuttosto di dimostrare alla direzione la mia incapacità di a causa della scarsa resa della maggior parte degli allievi …credimi…avrei già dato le dimissioni!”.
La grande soddisfazione nell'ascoltare queste nuove rivelazioni, (fatte da un uomo che raramente scopriva le ferite del proprio cuore), non fecero altro che incitarmi a studiare con maggior impegno ed accanimento!



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