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Le prove musicali nella banda di Traves e le “boie panatere” - Antonio Sabbetti

ANTONIO SABBETTI
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Le prove musicali nella banda di Traves e le “boie panatere”

Durante la spensierata vacanza estiva e il meritato riposo, spesso mi veniva richiesto da Adriano, lo zio di Polly, impegnato periodicamente nelle prove della banda di Traves, di girare le sue tome.
Queste numerose forme di formaggio venivano stagionate nella cantina, una delle migliori a sentir dire nella valle, accanto alla mia casa (acquistata successivamente insieme al rustico attiguo).
L’operazione che consisteva nel girare e nel ripulire con uno straccio periodicamente le tome, era peraltro molto semplice e mi permetteva di riflettere sullo strano e buffo destino che vedeva un margaro trasformarsi in musicista e un musicista, (la Prima Tromba del Teatro Regio di Torino), in margaro!
 
Una volta, ricordo, accettai scherzosamente la richiesta da parte dello stesso Drin, di partecipare con la mia tromba ad una delle prove nella banda di Traves.
Conoscevo il direttore di questa banda, (Bergamino se non ricordo male), casellante di professione.
Molti anni prima, e nel mio laboratorio di Torino dove l’avevo invitato per costruirgli un bocchino per la sua tuba, non passò inosservato il fatto che indossasse due orologi ai polsi, giustificati dalla sua professione, disse lui e per l’appunto, “di casellante”, venendo poi a sapere da altri che dovette lasciare le Ferrovie per colpa di un incidente causato dalla sua involontaria mancata chiusura delle sbarre di un casello ferroviario.
In quella sede destinata alle prove della banda e dopo i saluti e i convenevoli d’obbligo con il direttore ed ex cliente, cominciarono le prove, ed io, svolto più di una volta lo sguardo ammiccante verso Drin, seduto qualche fila più indietro, notai in lui una strana esitazione protratta durante tutto il primo tempo delle esercitazioni.
Al primo intervallo, seppi dal simpatico margaro che una famiglia di “boie panatere” o scarafaggi annidata a sua insaputa nell’interno del bombardino, (come d’abitudine appeso nella stalla dei Frè durante il periodo di inutilizzo), gli impediva di suonare agevolmente fino a quando, girando lo strumento sottosopra e soffiando con tutta la sua forza attraverso il foro d’innesto del bocchino,  facilitò con questa manovra l’evacuazione dell’allegra famigliola di scarafaggi, (poi trasferitasi ed emigrata definitivamente a Traves), con la normale e serena ripresa delle prove.




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