
La rosetta di pane ripiena alla banana
Facendo parte di una famiglia povera, (e non era difficile dimostrarlo), ottenni di poter mangiare gratuitamente in mensa, inventando in questa occasione la “rosetta di pane ripiena alla banana”!
Questo strano frutto, comparso dapprima a scuola e dopo tanti anni, con il sopraggiungere del benessere, anche fra i prodotti della spesa famigliare, era per me una novità assoluta e poco si prestava ad essere messo fra due fette di pane, poiché ai primi morsi “scappava” da tutte le parti.
Fu così che inventai un sistema infallibile per non far fuoriuscire la banana dai lati della pagnotta inserendo l’insolito frutto da una “ porticina naturale” posta nella parte superiore della rosetta già segnata e parzialmente incisa dal fantasioso panificatore; la curiosa apertura dalla forma geometrica servirà per far fuoriuscire dapprima la mollica di pane e successivamente per l’introduzione del morbido frutto che con le dita verrà così definitivamente inserito a forza all’interno della rosetta e sigillato dallo “sportellino” di pane momentaneamente messo da parte.
La rosetta così ricostruita nel suo insieme non lasciava assolutamente intravvedere nulla, permettendomi finalmente di addentarla con sicurezza senza far fuoriuscire e far cadere in terra, nell’imbarazzo dei presenti, la preziosa e gustosa banana.
In quel periodo facevo lunghe camminate di alcuni chilometri per raggiungere un’improvvisata scuola di volontari cattolici dove, esaurite le iniziali preghiere collettive colà imparate, venivo aiutato a rafforzare alcune materie ostiche come l’italiano, la matematica e il francese, che imparai, quest’ultimo, abbastanza bene e senza problemi.
Erano i mitici “anni ‘60” e l’impegno della scuola non mi impediva di notare e invidiare alcuni ragazzi di alcuni anni più vecchi di me i quali, così come mio fratello Lino, avevano lasciato prematuramente la scuola a vantaggio del lavoro (a quell'epoca ce n’era molto al contrario di oggi), che permetteva loro un’economia autonoma e sufficiente per il lecito e meritato divertimento domenicale che consisteva nel ballo durante le feste in casa di giovani amici o nella frequentazione del nuovo ed innovativo cinema Zenit, (costruito sul posto di una vecchia cascina), in sostituzione di quello parrocchiale, ormai fatiscente e definitivamente soppiantato da quest’ultimo.
