La conoscenza e l’amicizia nella borgata
Il ricordo delle grandi fatiche intraprese per la ristrutturazione della nostra baita ai Frè sbiadisce pian piano nella nostra mente lasciando al suo posto nuovo libero spazio per altre esperienze, questa volta gioiose e sicuramente positive.
Finalmente c’è il tempo e l’occasione per approfondire l’amicizia con alcune persone conosciute solo superficialmente durante i lavori in baita e residenti ai Frè nel periodo estivo.
Feci ben presto amicizia con Dino Cavallaro, disegnatore tecnico della Giugiaro, la prestigiosa azienda di Designer che nel 1983 disegnò addirittura una varietà di pasta chiamata “Merille” per conto del celebre pastificio Voiello.
Dino era una bravissima persona e ottimo amico ma aveva la prerogativa di dilungarsi molto in chiacchiere con chiunque incontrasse sul suo cammino, arrivando a volte a perdere il filo stesso dell’argomento iniziale del suo interminabile discorso.
Proprio per questo motivo, qualcuno l’aveva bonariamente ribattezzato “il Dottor Divago”, ma era veramente un brav’uomo e un ottimo compagno nelle scalate in montagna, anche se, preso com’ero dai mille lavori in baita e perennemente con i minuti contati, pregavo sempre di non doverlo incrociare fra le strette viuzze della borgata, o quanto meno soltanto per i dovuti e canonici convenevoli.
Dino è morto prematuramente e oggi rimpiango amaramente il tempo che non ho potuto dedicare al suo ascolto.
Quasi in contemporanea con la fine dei miei lavori, arrivarono Franco e la moglie Mimma, i nuovi acquirenti della baita posta alle spalle della mia.
Ben presto facemmo amicizia ed io non mi risparmiai nel dare al nuovo arrivato preziosi consigli per ristrutturare nel miglior dei modi la sua nuova casa.
Come brevemente accennato, (in occasione della gita al Lago della Rossa), nella nostra borgata abitava Salvatore Ingrascì con la sua famiglia.
Salvatore e la moglie Felix affittavano un monolocale nello “Scarpon Palace” da Attilio e Marianna, mentre Fabio, molto amico di Igor, condivideva con mio figlio la spensieratezza e i giochi di quella loro tenera età.
