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L’avvento tecnologico dei primi giradischi - Antonio Sabbetti

ANTONIO SABBETTI
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L’avvento tecnologico dei primi giradischi

Sempre da studente, coglievo il lento ma inesorabile avanzamento del progresso che, in sostituzione dei vecchi fonografi da mobile, aveva introdotto con successo altrettanti giradischi portatili, i quali, per mezzo di una prolunga e di un giovane compiacente che metteva a disposizione la corrente della propria abitazione, si potevano ascoltare gli ultimi successi nazionali ed internazionali incisi su “45 giri”.
 
I ragazzi e le ragazze, comodamente sdraiati sull’erba del giardino condominiale adiacente alla finestra da cui passava il cavo, erano tutti disposti a raggio intorno al nuovo “miracolo tecnologico” nell'ascolto di Elvis Presley, Neil Sedaka ed altri affermati cantanti innovativi del momento.
Altro ricordo legato alla musica è quello della comparsa, insieme ai primi segni di benessere, dei primi radio/giradischi automatici, stereofonici e ad alta fedeltà prodotti in Germania, (la Cina, gigante dell’elettronica di oggi, ancora non esisteva).
Questi, in fatto di qualità, (specialmente nelle frequenze basse), simulavano in modo egregio gli affermatissimi Jukebox a pagamento, disseminati in molti locali pubblici e che erano il top della riproduzione musicale a pagamento fino ad allora.
Questi innovativi apparecchi radio/giradischi stereofonici, inseriti in moderni mobili dal design d’avanguardia per quei tempi, disponevano di una gamma di suoni fino ad allora mai ascoltati su di un normale grammofono da casa, e in qualche negozio specializzato si poteva addirittura ascoltare anche la allora sperimentale quadrifonia che, al contrario della stereofonia che perdura ancora oggi, ebbe però vita breve.
Occorrevano probabilmente diversi stipendi per poter acquistare una radio di questo tipo, ma, grazie ad un negoziante di elettrodomestici di nostra fiducia, avevamo scoperto il piacere di comprare a rate, anche se la mamma storceva il naso e non era d’accordo sull'utilità di questo oggetto.
In Via Cravero 37, fra queste case popolari abitate da emigranti di estrazione modesta ed in cui ci eravamo trasferiti da pochi anni, mio padre fu uno dei primi ad acquistare questo nuovo apparecchio radio fornito di giradischi automatico che poteva far suonare dieci dischi a 45 giri in successione continua ma anche i 33 e i vecchi 78 giri dell’epoca di mio padre.
In seguito anche il nostro vicino del piano di sopra acquistò un apparecchio simile e da lì in poi cominciò la competizione fra quale dei due suonava meglio e specialmente, ciò che faceva la differenza, nella riproduzione dei suoni bassi.



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