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Il panino con la mortadella - Antonio Sabbetti

ANTONIO SABBETTI
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Il panino alla mortadella

Tra i ricordi di scuola, delle elementari per l’esattezza, conservo l’immagine sbiadita della mia insegnante durante la pausa del mattino.
Lei, una bella donna mora, alta e pettoruta, fornita dalla Natura di una grossa bocca non sufficientemente capiente per poter contenere tutti i suoi vistosi e bianchi denti, sfoderava da un sacchetto di carta, tutti i giorni, (in un perverso rituale ossessivo, per via della mia fame), una profumatissima “brioche” alla pesca cosparsa di zucchero.
Quell'invidiabile prelibatezza andava sotto i nostri sguardi e in pochi minuti via via spariva in una smorfia di soddisfazione e, in pochi istanti, fra le sue “fauci zannute”.
L’ossessione della fame mi accompagnava dappertutto come un’ombra, e, naturalmente, anche durante i duri anni delle scuole medie.   
Un mio compagno di scuola, evidentemente più fortunato di me poiché aveva entrambi i genitori occupati a vendere salumi nella vicina piazza del mercato, al momento della pausa tirava fuori dalla cartella un panino alla mortadella che debordava abbondantemente dalla crosta.
Quell'indimenticabile mortadella esalava un profumo inebriante ed irresistibile che si diffondeva in pochi istanti in tutta l’aula, lasciandomi così, (come in un quotidiano rituale perverso), a sbavare per tutto il tempo dell’intervallo con l’acquolina in bocca.
Se avessi avuto la possibilità economica, (mi dicevo spesso in quei momenti di sconforto), avrei voluto poter comprare tre cose: una bella porzione di farinata da “Gigi” che passava tutte le mattine col suo carrettino davanti alla scuola richiamandoci col suono della sua trombetta, poi un bel cono-gelato alla frutta sempre da “Gigi”che d’estate riciclava il suo carrettino per venderci i suoi invitanti, variopinti e freschi gelati, ed infine un panino con la mortadella, magari acquistandolo al mercato dagli stessi genitori del fortunato compagno di classe.
Quel panino dall'inconfondibile profumo inebriante ed irresistibile, rimarrà impresso indelebilmente nella mia mente per tutta la vita.



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