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Il cinema parrocchiale della domenica - Antonio Sabbetti

ANTONIO SABBETTI
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Il cinema parrocchiale della domenica

Come già accennato dalla mia madrina Fausta, nel nostro povero quartiere di periferia, (dalla regale definizione di “Regio parco), fino a quando non venne costruito il moderno “cinema Zenit” (che prese il posto di una vecchia cascina dove portavo spesso il nostro cagnolino a fare i suoi bisogni), il cinema di riferimento era quello parrocchiale, inglobato fra la chiesa di S. Gaetano e l’oratorio.
Era mio padre Tommaso che talvolta prendeva mio fratello e il sottoscritto e ci portava a vedere un film; mia sorella Ersilia era ancora piccola e quindi veniva affidata alle cure materne.
Ho ancor oggi un ricordo indelebile del film “Torna a casa Lassie!” con una giovanissima Elisabeth Taylor che, per quanto bellissima, credo abbia lasciato del turbamento in quel giovane bimbo che ero io.
Ricordo ancora il film: “Quo vadis” che mi impressionò tantissimo alla vista dei primi cristiani uccisi e divorati dai leoni; facevo fatica a credere che quei poveretti nell'arena fossero attori per quanto realistica fosse la scena.
Dall’inaugurazione in poi del nuovo cinema Zenit, (provvisto di nuova ed innovativa tecnologia video e audio), non andammo mai più nell’ormai obsoleto cinema parrocchiale.



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