
Ennesimo licenziamento ed iscrizione al Conservatorio
Era l’estate del 1964 quando i miei genitori, recandosi in Piazza Bodoni per vendere la loro prima “Fiat Seicento”, si trovarono casualmente vicino al Conservatorio di Torino.
Di questo Conservatorio ne avevano soltanto sentito parlare dal mio insegnante di fisarmonica, il quale da tempo faceva pressione nei loro confronti affinché, constatate personalmente e nel corso di alcuni anni le mie reali capacità ed attitudine alla musica, mi iscrivessero in questo istituto per continuare a studiare la fisarmonica in modo più professionale e consono alle mie spiccate doti musicali.
Disgraziatamente, (oggi posso dire per fortuna), la classe di fisarmonica non esisteva, e così, dietro consiglio dell’ispettore Bia, responsabile della segreteria e venuto a conoscenza dei miei brevi trascorsi di trombettista fin dalla mia giovane età nella banda musicale del Michele Rua, fui iscritto senza indugio e finalmente nella classe di “Tromba”.
Ai miei inesperti genitori non sembrò vero di poter pagare solo 2.800 lire per la mia iscrizione al Conservatorio, e, quando ritornarono a casa, mi dettero la splendida notizia mettendomi felicemente di fronte al fatto compiuto: ero finalmente iscritto al Conservatorio di Torino!
A quell’epoca, per consiglio diretto del mio insegnante Dino Zonno, che teneva in particolar modo alle mie mani, ero ormai arrivato alla quarta esperienza lavorativa in fabbrica, nell’affannosa ricerca di un lavoro sicuramente manuale, ma che non compromettesse l’integrità e la morbidezza dei miei preziosi arti, i quali, inevitabilmente e conseguentemente al duro lavoro, si incallivano e si indurivano a scapito dell’agilità delle dita nello studio virtuosistico della fisarmonica.
Quindi, (e non mi sembrò vero), diedi i fatidici “otto giorni” di preavviso al lanificio “Maggia” di Torino, e, rinunciando alle circa trentamila lire al mese, (che pur servivano al menage famigliare di quei primi tempi di ripresa economica), con il benestare dei miei genitori, finalmente mi licenziai da quest’ultima esperienza lavorativa!
Per pura combinazione, (lo seppi poi in seguito), dato il rilevante numero di richieste di allievi per la scuola di “Tromba” di quell’anno accademico, il Conservatorio decise di assumere ed aggiungere all’organico dei docenti un giovane ed eccellente insegnante che, fino ad allora e negli anni precedenti alla nomina, aveva semplicemente svolto un ruolo occasionale di supplente.
Ci trovammo, dunque, in una tiepida giornata autunnale, il maestro Carlo Arfinengo ed io, nell’aula di “Tromba” del prestigioso istituto musicale di Torino, in quel primo giorno di un settembre apparentemente qualunque, ma che avrebbe segnato per sempre la storia e il futuro della mia vita.
Ricordo in modo indelebile la figura elegante ed autorevole del nuovo insegnante di tromba, (che seppi poi essere la Prima tromba della prestigiosa Orchestra Sinfonica della Rai di Torino).
