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Breve e spensierata vacanza al Piano della Mussa - Antonio Sabbetti

ANTONIO SABBETTI
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Breve e spensierata vacanza al Piano della Mussa

Il destino crudele e beffardo, dopo sette anni dal tragico e incauto acquisto del piccolo appartamento a Scalea, in Calabria, ormai irrimediabilmente perso a causa di alcuni malavitosi locali e della mia proverbiale ingenuità, non è ancora soddisfatto, vuole nuovamente metterci alla prova preparandoci ad un incontro ravvicinato con il mitico Maestrale che qui al Pian della Mussa la fa da padrona ed è di una violenza inaudita.
Non è la prima volta che a causa del mio lavoro e dell’opprimente caldo afoso della città, lascio la mia famiglia sola al Piano, affidandola alla solidarietà degli amici campeggiatori.
I telefonini a quel tempo non esistevano ancora, ed io, quella tragica notte, stentavo ad addormentarmi fra le lenzuola bagnate, incosciente ed ignaro nel sapere i miei cari aggrappati ai tubi della fragile veranda, stremati dalla fatica e dallo spavento nell’immane tentativo di impedire che essa venisse strappata via dalla roulotte.
Il giorno seguente, al mio arrivo al Piano, vengo accolto dalla mia famiglia come un “liberatore” e messo al corrente sugli ultimi tragici avvenimenti; con lacrime e minacce, la mia spaventatissima moglie mi convince a smontar tutto per riportarla con i figli tra le salde e rassicuranti mura domestiche della nostra casa di Torino.
Fà ancora tanto caldo nella grande città deserta e la delusione per aver perso e ceduto nuovamente al destino crudele e insaziabile un’opportunità di vacanza per la mia famiglia non mi dà pace e non m’impedisce di pensare ancora all’acquisto o all’affitto di una modesta abitazione in pietra e lose, magari più giù del Pian della Mussa e possibilmente al riparo dalla furia purtroppo sperimentata del Maestrale.
L’informazione giusta e provvidenziale arriva dall’amico e collega di lavoro Luigi Sartori, cantante corista nel Coro del Teatro Regio di Torino con il ruolo di Basso e già fortunato possessore di una baita ai Frè, vicino Balme che egli aveva, rispettando rigorosamente la cultura e le tradizioni locali, sapientemente e opportunamente ristrutturato.




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